Continua la colonizzazione eolica della Basilicata

Un articolo di Vitantonio Iacoviello Presidente della Sezione Vulture Alto Bradano di Italia Nostra:

Alessandro Mancino, capo della divisione sud est Europa di Siemens Energy “vede buone possibilità per il settore (eolico ndr) nel suo complesso,come si legge in una intervista rilasciata a Gianluigi Torchiani.
Alla domanda “Quali aree del Paese ritenete più promettenti per un ulteriore sviluppo dell’eolico?” egli risponde “Esistono diverse regioni molto promettenti,prima fra tutte la Basilicata”. Aggiunge che la maggior parte dei siti italiani presenta ormai una ventosità medio- bassa e che è necessario usare turbine sempre più capaci di sfruttare al meglio il vento ( medio basso,ndr) del sito.
Avendogli l’intervistatore chiesto quando l’energia eolica avrà lo stesso prezzo dell’energia prodotta con fonti tradizionali,attualmente ancora più conveniente dal punto di vista economico,Mancino risponde così:
“ Sono stati fatti grandi progressi,ma non ci siamo ancora. La grid parity (parità di prezzo di cui sopra,ndr) è più vicina in quelle aree del mondo ad alta ventosità e dove è possibile installare turbine capaci di estrarre la massima energia dal vento. Un sostegno allo sviluppo dell’eolico è quindi ancora assolutamente necessario e, ovviamente,la grid parity deve essere un successo di sistema e non solo imputabile ai produttori di turbine.”

E’ chiaro il concetto? Caro Stato italiano,continua a foraggiarci se no da soli non ce la facciamo a competere con i produttori tradizionali ed a guadagnare tantissimo a spese tue, del tuo paesaggio e dei tuoi cittadini.
Ma perché proprio la Basilicata è fra le regioni più promettenti?…
Vado all’atlante del vento,del CESI,Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano, e leggo che le aree più vantaggiose in Italia sono in Sardegna,nella Sicilia occidentale e sull’Appennino pugliese,calabro e campano,aree,aggiungo,che sono già state abbondantemente “crocifisse”.
Beh, che fanno allora gli eolici in genere? Invece di sviluppare completamente in Italia la costruzione delle pale per poi piantarle nel Nord Europa dove il vento è più elevato,invece di continuare la tradizione italiana del saper costruire,sfidando la concorrenza,preferiscono comprare le macchine all’estero, oppure progettare macchine capaci di sfruttare situazioni caratterizzate da vento non conveniente senza sussidi.
Ma perché allora la Basilicata, che pure già sta dando troppo in termini di distruzione del proprio ambiente naturale,viene addirittura considerata oggi fra le regioni “più promettenti per un ulteriore sviluppo dell’eolico”?
Caro lettore,vorrei che fossi tu a darti risposte. Per parte mia,da tempo sostengo che gli eolici, così come tutti quelli che piombano sulle nostre terre come colonizzatori vestiti da Babbo Natale,vengono in Basilicata perché hanno captato il messaggio,talvolta neppure tanto nascosto, che “In Basilicata si può”.
Negli ultimi tempi d’altra parte qualche politico lucano ha recitato mea culpa espliciti sulla scelleratezza del PIEAR,Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale e sul fatto che le sue previsioni vengano attuate in grave, colpevolissima assenza di Piano paesaggistico e di individuazione di zone da preservare.
Ma tuttora la situazione permane immutata,quasi un destino baro ed ineluttabile incombesse su di noi,quasi come fossimo tutti impotenti,amministrati ed amministratori,a cambiarne il corso, nonostante i ripetuti accorati appelli di tantissime personalità ed associazioni nazionali e regionali.
Ribaltiamola, rovesciamola questa situazione,insieme con questo destino. Chiediamo di farlo alla Regione,al neo presidente Pittella,ai Consiglieri regionali tutti, alla Città di Lavello,alle Soprintendenze ed alla Direzione regionale del Ministero dei Beni culturali,chiediamo loro di fermare,anche in autotutela ( articolo 9 della Costituzione Italiana…), l’ ulteriore,imminente scempio che sta per consumarsi,quell’attentato alla plurimillenaria vista del Vulture ed alla plurisecolare vista del centro storico di Lavello:i fotomontaggi pubblicati,col posizionamento approssimativo di alcune delle tantissime pale previste dalla Winderg,illustrano eloquentemente come verrebbe modificata, con crocifissi alti circa centocinquanta metri, una zona distante poco più di mille metri da Lavello. Pensate bene all’effetto che farebbero e poi facciamoci un bel regalo di Natale cancellandoli dal nostro destino,questi invadenti e prepotenti corpi estranei.
Vitantonio Iacoviello
Presidente Sezione Vulture Alto Bradano – Italia Nostra, e mail vulturealtobradano@italianostra.org

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