Il Comitato per il Territorio delle Quattro Province ribadisce il suo ‘no’ agli impianti eolici

Pubblichiamo il Comunicato del Comitato per il Territorio delle Quattro Province:

Si è svolta l’8 maggio 2012 presso la provincia di Alessandria l’ennesima conferenza dei servizi per decidere se autorizzare l’installazione di impianti eolici industriali di grandi dimensioni sui crinali delle valli Borbera, Curone e Staffora.

Il progetto esaminato, proposto da Enel Green Power, costituisce una versione ridotta di un precedente progetto, abbandonato dal proponente. La previsione e’ ora di installare sui crinali ‘soltanto’ 17 torri (150 metri di altezza comprese le pale) al di sotto della distanza di 50 metri dai crinali, entro la quale vige il vincolo regionale di inedificabilita’.

L’organo tecnico provinciale (OTP) non ha trovato appigli per imporre al proponente (come, a nostro avviso, sarebbe stato logico) di ritirare il progetto e ripresentarlo congiuntamente al progetto Parco eolico Valle Staffora, con 11 torri (che dovrebbe insistere sul crinale della valle Staffora: Enel Green Power ha chiesto autorizzazione alla sola Regione Lombardia).

Anche in questa occasione le pubbliche amministrazioni hanno rilevato tali e tante criticita’, che inducono a confermare il giudizio circa la sostanziale inadeguatezza, ambientale, economica e sociale di tali impianti sui nostri crinali appenninici.

Secondo l’OTP, le carenze progettuali emerse attengono praticamente a tutti i punti del progetto: dall’allacciamento, con una sottostazione a Salogni che costringerebbe l’elettrodotto ad una discesa dai crinali per poi risalire gli stessi versanti e scavalcarli per raggiungere Vignole (con l’immaginabile moltiplicarsi dell’impatto ambientale) alla totale mancanza del monitoraggio annuale sull’avifauna, dalla presenza di diverse frane quiescenti ed attive in prossimita’ delle pale, alla carenza di studi anemologici sulla effettiva producibilita’ energetica, sull’impatto acustico ed elettromagnetico. Rilevato anche il pesante impatto della viabilita’ sull’ambiente montano: il progetto non rispetterebbe comunque il vincolo dei 50 metri dai crinali, poiche’ il divieto non e’ limitato alle nuove edificazioni (torri), ma anche agli sbancamenti di terreno.

Parere negativo anche dalla Provincia di Pavia in base a motivazioni gia’ espresse con una delibera di giunta. Sono pervenuti due pareri di Soprintendenze Regionali, importanti entrambi. Dapprima quella archeologica: l’area e’ a forte interesse archeologico, percio’ si devono applicare gli articoli 95 e 96 D.Lgs. 163/2006 svolgendo una verifica preventiva dell’interesse archeologico in sede di progetto preliminare, in particolare sul sito del castello di Brusamonica sopra Caldirola e sull’area della chiesa vecchia di San Colombano in comune di Borghetto di Borbera: la soprintendenza si esprimera’ entro 90 giorni dalla ricezione della documentazione occorrente alla verifica. Anche la soprintendenza al paesaggio ha chiesto integrazioni ed ha chiesto di effettuare un sopralluogo.

Netto e argomentato il no del comune di Fabbrica Curone; altrettanto netto il no del comune di Borghetto di Borbera, mentre la Comunita’ montana Terre del Giarolo ha prodotto un proprio documento già noto, generico e non privo di ambiguita’. La società proponente, allorchè le sara’ stato notificato il verbale della seduta di conferenza, avra’ 45 giorni, prorogabili di altri 45, per produrre le integrazioni richieste. Esaurito questo arco temporale, sara’ convocata una nuova conferenza dei servizi, dove ciascuno degli enti con diritto di voto dovrà esprimere un si’ o un no questa volta definitivi (l’assenza dalla conferenza o comunque la non espressione del voto saranno considerati come voto a favore)

Commento

Impatto devastante sul territorio, seri dubbi sulla producibilita’ energetica reale e sulla fattibilita’ stessa di progetti che stanno paralizzando la vita politica delle valli, portando a tralasciare una seria analisi sulle prospettive di sviluppo sostenibile che punti sul reinsediamento umano nel territorio, attraverso le sue risorse agro-pastorali e un turismo rispettoso dell’ambiente naturale, della storia e delle tradizioni culturali delle valli.

Il Comitato per il territorio delle Quattro Province da un lato prende atto del rigore con cui gli enti preposti evidenziano volta per volta le insanabili criticita’ dei progetti, dall’altro si chiede quando ci si decidera’ a trarne conclusione più generali.

Per ribadire il no alla politica della cantierizzazione delle nostre montagne, e sollecitare misure che ne valorizzino invece le più autentiche vocazioni, puntando anche su uno sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili (in primis il solare termico e fotovoltaico su strutture ed edifici già esistenti) il Comitato per il territorio delle Quattro Province sta organizzando una nuova manifestazione escursionistica sulla cima del Monte Chiappo che fa seguito a quella, svoltasi con successo lo scorso anno'”

Fonte: Radio Gold.

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