Il grande bluff dei parchi eolici

Un articolo di Vitantonio Iacoviello apparso sul Quotidiano della Basilicata del 3 aprile 2013
IL Dipartimento Ambiente della nostra regione ha bocciato la sottostazione ubicata in territorio di Montemilone,presso la quale 77 pale eoliche previste in una zona di altissimo pregio dell’agro di Lavello,tramite cavidotti interrati fuori legge in quanto ubicati in aree definite non idonee dalla legge regionale n° 1/2010,avrebbero conferito l’elettricità prodotta. Una della aziende, la Novawind,che voleva piazzare ben 28 pale, ha comunicato di rinunciare all’iniziativa,ufficialmente per tale bocciatura.
Le altre aziende non hanno ancora rinunciato al loro proposito,nonostante che per conferire l’energia prodotta dovrebbero adesso trasportarla a Melfi costruendo quasi venti chilometri di cavidotti interrati ( più quelli interni aerogeneratore-centro collettore),a tratti in zone vietate dalla legge regionale citata nonostante che la stessa (PIEAR punto 1.2.1.6.) prescriva che “L’ubicazione dell’impianto deve essere il più vicino possibile al punto di connessione alla rete di conferimento dell’energia in modo tale da ridurre l’impatto degli elettrodotti interrati di collegamento”.
Perché non vi hanno ancora rinunciato? Perché insistono nonostante sia ormai evidente che i loro progetti sono improponibili e pieni di “imprecisioni” e forzature inaccettabili che ho più e più volte denunciato,così come in tanti abbiamo denunciato il fatto che in realtà l’eolico industriale conviene solo ai proponenti? Prova ne sia il fatto che in questo caso non fanno una piega a sobbarcarsi l’onere di 20 chilometri di cavidotti. Ma quanto guadagnano in realtà,a spese della collettività ed al prezzo di distruggere per sempre un bene comune quale il paesaggio lucano?


Le varie aziende interessate prevedono di posizionare le pale e le parti componenti l’impianto eolico in modo tale da non rispettare la prescritta distanza minima di mille metri dai tanti Beni culturali,quali aree archeologiche,masserie vincolate,paesaggi incantevoli,complessi storico-religiosi,antiche vestigia,presenti nella zona,a proposito della quale l’ex sindaco di Lavello ( nota prot. n° 9165/2011) dice che “è sì una zona pregevole dal punto di vista paesaggistico ma non è inclusa nelle zone che il PIEAR esclude dalla possibilità di realizzare impianti eolici…”. Punti di vista,tutto dipende da come si vuol leggere la disposizione e dall’accuratezza dell’istruttoria…Resta la condivisione del pregio paesaggistico,però!
In particolare la mia attenzione viene attratta da alcune pale della Inergia, situate proprio sui bordi dell’area interdetta ed in prossimità,anzi a ridosso di valloni fondamentali per la caccia,la nidificazione ed il transito di numerose specie avifaunistiche protette,quali il falco grillaio la cui presenza è ormai molto ben documentata. Perché mai,mi chiedo, non le si sposta così da rispettare almeno in parte la legge? Solo in parte perché comunque i cavidotti interrati la violerebbero,dato che sventrerebbero un importante bacino archeologico( si leggano le relazioni archeologiche prodotte dalle stesse aziende!). Perché non le si sposta di quanto necessita per renderle compatibili, ai sensi del PIEAR e del vivere civile,con la preesistenza di abitazioni sul posto?
Perché si insiste su questa zona da sempre interessata da incendi e dunque interdetta per legge,incendi che sono nella memoria storica collettiva e rilevabili sicuramente dagli schedari di Forestale e Vigili del fuoco e la cui entità e frequenza aumenterebbero a causa delle costruende e/o ampliande stradine di servizio?
Non trovo ragioni logiche,ma sono incuriosito dal fatto che alcune delle aree sulle quali sono materialmente situate le pale vengono classificate nel piano di esproprio, ai fini del ristoro economico,come seminativo,seminativo irriguo e orto irriguo e dunque di un certo pregio. Incuriosito anche dal fatto che nella relazione progettuale SIA-SNT,a pag.16,si legge che la zona è a basso reddito agricolo e che anche per questo è stata scelta come sito per l’impianto eolico,continuo a non capire… Perché posizionarle proprio qui,contro ogni logica ed ogni indicazione di legge,contro le linee guida nazionali?
Perché,ancora, la passata amministrazione comunale di Lavello non si è mai opposta a questo progetto,assurdo come altri dello stesso tipo? Io non lo so,prendo solo atto di alcuni fatti,fra i quali:
-La caparbietà con la quale sindaco ed amministrazione passati non hanno mai approvato il piano di zonizzazione acustica che avrebbe impedito automaticamente la realizzazione di questi scempi,in un’area riconosciuta “pregevole dal punto di vista paesaggistico”.
-La carente istruttoria fatta dal comune di Lavello,ente che più di ogni altro conosce la realtà dei luoghi, su tutti i progetti eolici presentati.
-La mancanza di “un’analisi delle possibili ricadute sociali,occupazionali ed economiche dell’intervento a livello locale…”,analisi accurata ovviamente,analisi prescritta da disposizioni regionali e nazionali.
– La mancanza di alcuni fondamentali requisiti che le linee guida,alla parte IV, segnalano come elementi per una valutazione positiva del progetto,quali il “riutilizzo di aree già degradate”,” l’integrazione dell’impianto nel contesto delle tradizioni agroalimentari locali e del paesaggio rurale,sia per quanto attiene alla sua realizzazione che al suo esercizio”,e soprattutto del requisito che prevede “ il coinvolgimento dei cittadini in un processo di comunicazione e informazione preliminare all’autorizzazione e realizzazione degli impianti…”.
Quanti cittadini di Lavello sanno oggi che potrebbero essere sommersi da pale e che queste potrebbero essere realizzate nella loro contrada più pregevole? Quanti di loro sono a conoscenza dei grandi danni,non solo economici,che deriverebbero loro dall’avere una pala in prossimità della zona che frequentano per lavoro od altro?Quanti hanno realizzato cosa vedranno da Lavello? Quanti sanno che i luoghi dei loro avi saranno distrutti per sempre? Pochissimi,e non certo informati dalle pubbliche amministrazioni né dai benefattori dell’eolico!
-Il mancato rispetto della norma sancita dalle linee guida nazionali, norma che impone di “ fotografare il territorio nei suoi aspetti più significativi”.
-Il molto insufficiente rispetto della norma,anche della buona progettazione,che prevede l’aggiornamento di tutta la cartografia.
-L’arrovellarsi,l’arrampicarsi sugli specchi,circa la visibilità da Lavello ( addirittura dal museo di Lavello,come se questo fosse un punto di vista privilegiato…un museo chiuso al pubblico!) delle tante pale alte quanto grattacieli di cinquanta piani.
-A merito delle loro pale,dicono che esse “intaccheranno la monotonia delle vegetazioni”.Vegetazioni,e di questo solo io mi accorgo evidentemente,di pregio,costituite da giardini,parchi di rimboschimenti,vigneti,oliveti, bietole,pomodori, frutti antichi,splendi campi di farro,ogni tipo di cereali,campi dei quali molti in biologico,campi trapuntati in primavera dai fiori del colza e delle rape ed in estate dai girasoli ad incastonare case abitate,ruscelli,valloni,aree archeologiche,Beni monumentali…altro che monotonia…intaccherebbero uno splendido paesaggio ed una splendida realtà economica.
-…E…ci informano…le loro pale porteranno i turisti!
-…E,dicono,”all’interno del parco e nelle vicinanze non ci sono abitazioni e/o strade e/o manufatti frequentati correntemente dalla persone”…e invece, all’interno dell’area d’impianto e nelle vicinanze,per chi voglia vedere,una grande cantina vinicola, un vivaio,un canile, masserie di pregio ed abitate ( tranne Iannuzzi),case,strade,vigneti,ortaggi,frutteti,anche di recente impianto,oliveti ,giardini ,sentieri caratteristici,ecc…tutti frequentatissimi.
-Minimizzano gli effetti dovuti alle vibrazioni emesse dagli aerogeneratori,allo sfarfallio,al lancio di frammenti di pala ( calcolano solo la gittata in caso di lancio di pala intera e non anche dei singoli frammenti,in palese violazione delle disposizioni regionali.
Mi sarei aspettato una sonora ed indignata bocciatura da parte dell’amministrazione comunale,e di quella regionale,nella parte politica e tecnica,ma non l’ho ancora vista. Aspetto fiducioso e spero che almeno lo Stato,che ho coinvolto a livello di massime istituzioni, Ministero della Giustizia compreso, intervenga a proposito delle “imprecisioni” nella descrizione della situazione quo ante,imprecisioni facilmente riscontrabili nel progetto Inergia,così come negli altri, ancora in lizza, che ho avuto modo di studiare.
Alla luce di queste considerazioni ,a ciascuno dei parlamentari eletti,a tutti quelli che si accingono a formare il governo, a tutti quelli che ci amministrano e/o che si candidano si candidano ad amministrarci ad ogni livello,di centrosinistra, di centrodestra o del movimento 5 stelle che siano,alle associazioni ambientaliste, due semplici domande pongo: Condividete l’approccio che hanno le aziende eoliche nei confronti dei nostri territori e della nostra dignità? Cos’è per voi la green economy che mettete nei programmi e che sbandierate fregiandovene e senza dare tante spiegazioni a noi comuni mortali?
Le agevolazioni per i grandi impianti industriali con conseguente scempio del paesaggio italiano oppure una sana ed equa politica di risparmio energetico,di miglioramento drastico delle tecniche costruttive degli immobili ai fini energetici ,di fortissima incentivazione a favore di privati,agricoltori,piccola industria ed artigianato per la costruzione di micro impianti per la produzione di energia là dove la si consuma?
E giacché ci siamo, la nuova politica che dite tutti di voler praticare,prevede oppure no che vengano spazzati via vecchi metodi, vecchie furbizie e vecchi ( non per età) politicanti buoni per tutte le stagioni?
A partire dalla salvaguardia dei patrimoni comuni,quali il paesaggio, l’ambiente,la partecipazione vera,non vogliamo più belle parole o slogan urlati nelle manifestazioni,da qualunque parte vengano,vogliamo idee chiare, impegni precisi,argomento per argomento,azione per azione, e soprattutto comportamenti limpidi e coerenti. Adesso,non domani,adesso. Se non rispondete ora,domani non lo chiederemo più a voi,perché politicamente non ci sarete più,”vecchi” o “nuovi” che siate.
vitantonioiacoviello@tiscali.it

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