Interrogazione del Sen . Giambrone sull’eolico in Provincia di Enna

Pubblichiamo il testo di un’interrogazione presentata dal Sen. Giambrone in merito all’eolico selvaggio nella Provincia di Enna:

Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico. –
Premesso che:
la moltiplicazione delle istanze per l’installazione di impianti industriali eolici per la produzione di energia elettrica sul territorio nazionale desta preoccupazione per le conseguenze che essa potrebbe produrre in aree sensibili e di pregio, qualora tali domande, in ragione del loro numero e dei tempi concessi per l’iter procedimentale, venissero valutate senza una adeguata ponderazione dei profili paesaggistici ed ecologico-ambientali;
particolarmente preoccupante si presenta l’espansione di tali impianti in Sicilia, terra ricchissima di presenze archeologico/artistiche, storiche, paesaggistiche. Nella provincia di Enna, zona a forte vocazione agro-pastorale e turistico-ambientale, risultano presentati, oltre a quelli già realizzati, ben 39 progetti di tipo industriale eolico, in una concentrazione non adatta al delicato equilibrio del territorio fortemente identitario del centro Sicilia;
fra gli altri, risulta pubblicato presso il Comune di Enna, in data 24 novembre 2011, un avviso da parte della Geowind Srl di Adrano, per la realizzazione di un Parco eolico in contrada Castellazzo, con sette torri di oltre cento metri di altezza e quasi cinquanta metri di estensione della pala eolica. Il progetto, che già nel 2005 aveva ricevuto un parere negativo dell’assessorato provinciale all’ambiente, interessa un bacino idrogeologico ricco di sorgenti con un abbeveratoio del ‘600, da cui tra l’altro parte un acquifero per il rifornimento idrico di Caltanissetta. L’area interessata presenta, inoltre, un particolare pregio paesaggistico e archeologico, è ricca di avifauna protetta dalle direttive europee (tra l’altro una coppia nidificante di aquile del Bonelli), con una offerta di accoglienza turistica caratterizzata da elementi di ruralità ben preservati e dallo sviluppo di colture biologiche;


il problema localizzativo sembra aggravato dall’assenza di una pianificazione energetica generale in grado di razionalizzare, assicurando la partecipazione dei cittadini al processo di formazione delle decisioni, i criteri di collocazione degli impianti, anche tenendo conto della pluralità di competenze che si registra in materia. Un nutrito elenco di altri progetti di torri eoliche attende infatti di essere esaminato nella medesima provincia di Enna, in un contesto paesaggistico fortemente caratterizzato da un patrimonio tutelato dalla convenzione europea del paesaggio, adottata a Firenze in data 20 ottobre 2000 e ratificata dalla legge 9 gennaio 2006, n. 14;
i valori espressi dal paesaggio sono altresì direttamente tutelati dall’art. 9, comma secondo, della Costituzione, nell’ambito dei principi fondamentali, e dalla citata convenzione europea del paesaggio. È comunque indispensabile assicurare il coordinamento tra il contenuto dei piani regionali di sviluppo energetico, di tutela ambientale e dei piani paesaggistici per l’equo e giusto contemperamento dei rilevanti interessi pubblici in questione, pur nell’ottica della semplificazione procedimentale e della certezza delle decisioni spettanti alle diverse amministrazioni coinvolte nelle procedure autorizzatorie;
il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10 settembre 2010, recante le “Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 settembre 2010, n. 219, stabilisce infatti che, con riguardo alla localizzazione di impianti in aree agricole, assume rilevanza l’integrazione dell’impianto nel contesto delle tradizioni agroalimentari locali e del paesaggio rurale, sia per quanto attiene alla sua realizzazione che al suo esercizio;
il medesimo decreto, in attuazione dei principi di integrazione e di azione preventiva, riconosce che in materia ambientale la normativa tecnica vigente richiede un costante aggiornamento da condurre in forma congiunta (Stato, Regioni ed enti locali), nonché un’attività di integrazione, anche sulla scorta dei risultati del monitoraggio sulla sua concreta applicazione e tale azione può significativamente concorrere ad una maggiore efficacia delle regole sul piano della mitigazione degli impatti degli impianti sul paesaggio e sull’ambiente,
si chiede di sapere:
se non si intenda, per quanto di competenza, avviare un percorso che porti a riconsiderare le decisioni in itinere in materia di localizzazione di impianti energetici, nonché, con specifico riguardo ai casi di cui in premessa, al fine di assicurare il coordinamento di tutte le istituzioni interessate per l’effettivo conseguimento dell’obiettivo di salvaguardia dei valori di cui all’articolo 9 della Costituzione nelle diverse realtà territoriali interessate;
quali iniziative si intenda assumere al fine di assicurare l’effettivo e pieno rispetto del decreto ministeriale del 10 settembre 2010, con particolare riferimento ai criteri per l’individuazione di aree non idonee ed agli elementi per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio;
quali misure si intenda assumere per favorire i processi di informazione e partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti l’utilizzo dei rispettivi territori, orientare gli incentivi a vantaggio delle fonti rinnovabili di energia nelle forme maggiormente eco-sostenibili privilegiando, a tal fine, gli impianti di piccola taglia.

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