Le Associazioni sulla centrale del Monte Cucco

Un comunicato del CAI e di altre Associazioni di tutela della montagna sulla centrale eolica del Monte Cucco sull’appennino centrale:

Sempre piu’ appetibili i boscosi, affatto vocati, crinali montani dell’Appennino e le Aree Protette, nel ‘disegno strategico’ nazionale che, col preteso (di per sé legittimo) sviluppo delle “energie rinnovabili”, viene preso a pretesto e giustificazione di interventi speculativi irrispettosi delle peculiarità storiche e paesaggistiche di territori riconosciuti, anche legislativamente, di elevatissimo pregio ambientale.
A livello centrale si tagliano indiscriminatamente i finanziamenti ai Parchi Naturali, ma si mantengono gli spropositati incentivi, -i più alti d’Europa-, per l’istallazione d’impianti eolici che, a fronte di bassissimi rendimenti energetici, producono impatti paesaggistici ed ambientali disastrosi ed irreversibili. La politica ambientale regionale umbra, sempre più equivoca e pericolosa, non e’ da meno. Figure di spicco, -in primis l’Ass.re all’Ambiente-, ostentano pubblicamente posizioni spregiudicate che denotano assenza di rispetto ambientale, attaccando il territorio e facendo apparire le fonti energetiche rinnovabili, come un’alea minacciosa, piuttosto che un’alternativa energetica sostenibile.
Appaiono inverosimili, fuori luogo e preoccupanti, le affermazioni dello stesso che si dichiara “politicamente favorevole” alla realizzazione di un grande impianto eolico nel parco regionale del Monte Cucco: 16 pale alte 120 metri sulle alture dei monti Motette e Foria, nel Comune di Scheggia e Pascelupo, con capacità produttiva teorica pari a 32 MegaWatt contro una producibilità media efficace oltre l’80% inferiore a quella attesa…, in un’area tra le più verdi ed incontaminate dell’intero “cuore verde d’Italia”, in pieno territorio tutelato!
Dall’impianto eolico previsto (progettato dall’Università di Perugia ed approvato dal Comune), nessun beneficio verrà in realtà alla popolazione in termini di risparmio energetici in bolletta, né tantomeno in manodopera locale, essendo i cantieri gestiti da maestranze esperte del settore, certo non disponibili localmente. Enorme sarà il consumo di suolo libero, l’interferenza con il pregiato assetto territoriale preesistente, l’impatto ineliminabile sulla percezione del paesaggio su vasta scala e sui beni storici ed archeologici, l’impatto su vegetazione, flora e -non ultima la pregiatissima fauna locale-, ricca di pipistrelli e grandi rapaci (in particolare l’aquila). Da considerare, inoltre, gli impatti riconducibili alla presenza della cabina elettrica di smistamento, nonché all’elettrodotto e alla sottostazione di interconnessione alla Rete Elettrica Nazionale, in genere estesa per oltre un ettaro. Ed ancora: le radicali modifiche dei profili del terreno per la realizzazione delle piste di servizio, delle piazzole e dell’area di cantiere; a totale discapito dell’integrità ambientale di un sito giuridicamente tutelato proprio per le sue peculiarita’ naturalistiche. Conseguentemente a tale irreversibile alterazione, vanno considerate le interferenze, sul consolidato indotto turistico dell’intera area (flussi di escursionisti, deltaplanisti, speleologi, alpinisti e villeggianti), e le non trascurabili ricadute sulla perdita di valore degli immobili.
Le Associazioni ed i Comitati firmatari di questo comunicato, invitando i cittadini a vigilare, presidiare e preservare i propri territori contro le aggressioni mascherate da “rinnovabili”, affermano la propria assoluta opposizione alla ventilata possibilità di “aprire” i Parchi ad istallazioni industriali tanto dannose ed impattanti.
Affermano che non sono plausibili “deroghe strategiche” agli atti vigenti di pianificazione territoriale sulle Aree Protette e “Natura 2000”, per far posto all’industrializzazione ed alle speculazioni del vento.
Richiamano l’attenzione dei politici sulla qualità e l’unicità’ dell’Umbria, che non può essere snaturata, svenduta, irrimediabilmente compromessa e depauperata, – più di quanto non sia gia’ stato fatto – con la proliferazione indiscriminata di viabilita’ ed edilizia impattante, non indispensabile e spesso speculativa (esemplare il passaggio dissennato della Quadrilatero in Area Natura 2000 a Colfiorito e lo scriteriato progetto che prevede il passaggio del super metanodotto Brindisi Minerbio su 130 km di Appennino Umbro).
Dichiarano fin d’ora di mobilitarsi per la difesa delle Aree Protette in Umbria, al fianco dei Comitati locali, contro ogni e qualsiasi attacco, svilimento o manomissione delle stesse.

Cai TAM Umbria
Mountain Wilderness Umbria e Marche
Associazione Altura
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
Comitato No Tubo
Rete della Resistenza sui Crinali

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