Le osservazioni al documento del Comune di Orvieto sulle fonti rinnovabili presentate dalle associazioni ambientaliste

Segnaliamo un documento relativo alle fonti rinnovabili presentaato dalle Associazioni ambientaliste (WWF, Italia Nostra, Amici della Terra e comitati locali) al Comune di Orvieto

In paesi ad alta densità abitativa con popolazione in crescita come l’Italia, il territorio è un bene prezioso, sia per la sua relativa scarsità rispetto agli usi primari, agricoli, silvicoli e zootecnici, sia per il suo valore culturale, storico e paesaggistico. E’ allora evidente come l’uso su larga scala degli impianti delle fonti rinnovabili possa produrre un gran consumo di territorio con relativo impatto sulle suddette attività prioritarie e sull’ambiente.

Sotto questo aspetto, le incentivazioni economiche governative, concesse per la promozione delle fonti rinnovabili, non considerano affatto nelle varie normative d’applicazione alcuni fenomeni d’impatto territoriale anomalo che possono insorgere causando effetti perversi sulla gestione corretta del suolo come risorsa energetica, incrementando invece fenomeni speculativi.

Questi effetti, potenzialmente presenti per tutte le fonti rinnovabili, si evidenziano quando la diffusione degli impianti raggiunge le dimensioni di larga scala. Ciò è quanto sta accadendo, per esempio, per il fotovoltaico o per l’eolico al cui sviluppo massiccio si sta ricorrendo per far fronte alla direttiva europea del “Pacchetto 20-20-20”.
Questi grandi impianti in zone agricole, che nulla hanno a che fare con le attività agricole, causano trasformazioni radicali del territorio sia dal punto di vista paesaggistico che ambientale, economico e produttivo.

Fonte: OrvietoNews.it

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