Per le direzioni nazionali di Legambiente e WWF i danni dell’eolico industriale sono figli di un Dio minore?

Il dubbio sorge dopo un appello di tutte le associazioni ambientaliste contro l’eccesso di sfruttamento idroelettrico dei corsi d’acqua italiani

Abbiamo appreso dall’amareggiato post del comitato Cisatel quello che è successo – e sta succedendo – sui crinali tra Pontremoli e Borgotaro.
Un panorama sconfortante, ma il loro non è certo un caso isolato. Spesso ci si accanisce su comuni i cui sindaci sono degli “ignavi”, per dirla con l’aggettivo usato da Antonello Caporale nel suo libro Controvento, e che cedono per pochi denari le proprie terre.

Grazie ad Italia Nostra, Amici della Terra e altre associazioni, si è potuto fare qualche incontro per illustrare alle commissioni parlamentari le negatività delle centrali industriali FER elettriche, ma sostanzialmente i problemi, ora e sempre, derivano dagli enormi incentivi erogati. Le cose sono poi peggiorate dalla frammentazione e divisione dei vari comitati e delle associazioni ambientaliste a livello di direzioni nazionali, e persino, all’interno delle stesse associazioni, tra il centro e la periferia.

via Rete della Resistenza sui Crinali.

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