Progetti eolici valli Borbera, Curone e Staffora: il WWF esprime preoccupazione e sconcerto

Un comunicato del WWF Piemonte sull’eolico nel basso alessandrino:

“E’ approdata su tavoli decisionali importanti l’intricata vicenda delle progettazioni eoliche nel basso alessandrino, che coinvolgono le bellissime Valli Borbera e Curone e anche l’adiacente Valle Staffora, nell’alto Oltrepo’ Pavese.

Il WWF si augura che gli Enti locali avvertano l’urgenza e l’importanza della salvaguardia del proprio patrimonio territoriale e che conseguentemente tutte le questioni non solo di forma ma anche di sostanza, che portano a respingere le ipotesi progettuali in discussione con argomentazioni fino ad oggi espresse in una pluralità di procedure da tanti soggetti istituzionali, vengano riproposte con convinzione in tutte le sedi di discussione, a partire da quella governativa dove il 23 è previsto la prima istruttoria.
Rammentiamo che la Provincia di Alessandria, ha ricevuto richieste di autorizzazione per quattro progetti, avanzate dalle società Equipe Giarolo Energia Srl, Concilium Spa e Enel Green Power Spa (che ha depositato in tempi successivi due diversi progetti presso la provincia piemontese, uno dei quali è al vaglio anche della Regione Lombardia, cui, sempre da Enel, è stato indirizzato anche un terzo distinto progetto).


L’ente alessandrino, considerati i pareri negativi e le posizioni discordanti emerse durante le fasi di valutazione, ha rimesso il primo progetto Enel ed i progetti di Equipe Giarolo Energia Srl e di Concilium Spa alla decisione della Presidenza del Consiglio dei Ministri: a Roma il prossimo 23 marzo si terrà una prima riunione istruttoria.
Dagli atti delle diverse conferenze dei servizi risulta che su tutti questi progetti sono stati espressi pesanti pareri negativi, di volta in volta dal Ministero dei Beni Ambientali e Culturali, dalle Province di Pavia e Piacenza, dalla Regione Emilia Romagna. Analogamente, una pluralità di pareri negativi sono stati formulati dalla maggior parte dei Settori tecnici della Regione Piemonte e dall’organo tecnico della Provincia di Alessandria.
Ma questi pareri, che sono eterogenei e articolati, nella discussione pubblica sembrano paradossalmente rivestire minor importanza delle non conformità progettuali rispetto al vincolo, apposto dal vigente Piano Paesistico Regionale, solo adottato e non approvato, che prevede la non edificabilità e la non trasformazione dei crinali delle montagne entro un margine di 50 metri. Vincolo meritorio, d’accordo, ma assolutamente insufficiente e non adatto a salvaguardare cime e crinali dall’impatto di strutture eoliche industriali, così come il WWF Piemonte e tante forze locali hanno più volte e in più sedi fatto notare, con argomentazioni e approfondimenti specifici.
Come si è accennato più sopra, ENEL Green Power ha replicato il suo progetto principale, ora al vaglio del Consiglio dei Ministri, presentando ulteriori due progetti più piccoli, rispettivamente presso la Regione Lombardia e la Provincia di Alessandria.
Il primo, insistente per pochi metri solo sulla lombarda Valle Staffora ma a ridosso del confine con il Piemonte, è inopportuno e non adeguato, in quanto presenterebbe un parco eolico costruito in Lombardia ma allacciato alla rete elettrica in Piemonte, con effetti ambientali negativi sulle due Regioni, impattando su crinali tutelati (pur nel modo inadeguato di cui si è detto) in Piemonte, ma non in Lombardia: vista la posizione contraria della Provincia di Pavia e la possibilità che anche questo progetto finisca a Roma per decidere che fare, chissà con quale coerenza lo si valuterà.
L’altro progetto di ENEL, il terzo complessivo, presentato solo in Piemonte, si connota per la dislocazione delle torri eoliche al di fuori della linea di crinale, al dichiarato scopo di non incorrere nell’esistente divieto di edificabilità, senza che però siano chiari i criteri con cui le distanze sono state misurate, se al basamento, alla torre o alla proiezione della sagoma sul terreno. Né si conosce con precisione quale sarà la viabilità interna del parco eolico, ovvero se questa viabilità interferirà con i famosi crinali.
Un progetto fotocopia, uguale in tutto e per tutto agli altri due, rispetto al quale si continua ad affermare che gli unici impatti poco significativi saranno certamente quelli sull’avifauna, senza tuttavia ancora conoscere le consistenze delle specie stanziali e dei flussi migratori.
Un progetto non giudicabile per le improvvisazioni, le omissioni e le approssimazioni ambientali e naturalistiche, che avrebbe dovuto vedere una prima Conferenza di Servizi presso la Provincia di Alessandria venerdì 23 marzo, prima ancora della chiusura formale del periodo utile a termini di legge per il pubblico e per i portatori di interesse per presentare osservazioni e che solo la concomitanza con la riunione istruttoria a Roma ha fatto slittare a data da destinarsi.
L’impressione del WWF, per come i fatti possono essere letti dall’esterno, è che la gestione di tutta questa complessa e farraginosa progettualità eolica, abbia messo in grande difficoltà più di un funzionario e più di un settore pubblico.
Preoccupazione e sconcerto a parere del WWF sono d’obbligo in una situazione in cui solidissimi argomenti ambientali rischiano di essere ignorati o non considerati a dovere, con la possibilità che si focalizzi la discussione solamente su di un vincolo, formulato purtroppo dall’estensore della norma con una locuzione un po’ involuta e comunque in modo eccessivamente timido, poiché limita la protezione ai soli ultimi 50 metri lineari della cima di una montagna o del dorso di un costone.

Fonte: WWF.

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