Salemi. Dopo gli arresti, salta l’accordo con la multinazionale dell’eolico

“Rien ne va plus? Parrebbe di si,almeno per il momento. Dopo il danno la beffa? Si spera di no. Ma dopo l’incontro con la Commissione Straordinaria del Comune di Salemi la conferma è deludente. Ciò che temevamo si è puntualmente avverato. Stiamo parlando delle pale eoliche che impunemente oltraggiano e deturpano gran parte del territorio di Salemi. E senza qualcuno che onori il debito. Un patrimonio paesaggistico senza uguali, deturpato da una dissennata e non programmata politica sull’energia alternativa in Sicilia. Succede così che ti ritrovi, da un giorno all’altro, la tua terra infestata da antiestetici mulini a vento e da colate di cemento. Magari nei pressi di sito archeologico o a pochi passi dal Gretto di Burri, senza che le più note associazioni battano ciglio, in nome di equivoco ambientalismo. Ma anche almeno ufficialmente, in assenza di accordi, limiti e royalties con l’ente comune. Insomma senza avere contabilizzato la somma d’indennizzo per il danno subito. A Salemi, fino allo scioglimento per mafia, nonostante i rivoluzionari proclami di Vittorio Sgarbi, non solo non si era visto una pala eolica abbattuta ma non si era visto nemmeno il becco di un quattrino come risarcimento.”

Fonte: MArsala.it.

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