Signor ministro, ci dica qualcosa di nuovo!

Un comunicato di Emilio Izzo, segretario regionale UILBAC Molise, sulla recente risposta del Ministro dei Beni Culturali ad un’interrogazione sul l’eolico a Sepino:

Non è per partito preso che per forza bisogna dissentire, ma certe risposte lasciano netta la sensazione di stare a perder tempo.
Il ministro per i Beni e le Attività Culturali, rispondendo ad una interrogazione del sen. Vincenzo Vita del Partito Democratico, persona giunta in Molise per interessarsi della questione eolica relativa all’impianto che dovrebbe sorgere di fronte all’area archeologica di Altilia di Sepino, spende numerose pagine per ripercorrere la vicenda e per concludere che tutti i gradi di sentenze emesse dal Consiglio di Stato, hanno di fatto messo fine alla questione. Ma sig. ministro Ornaghi, se aveva bisogno di fare un riassunto sulle schifezze perpetrate dalle sentenze amministrative, bastava chiamare la UIL Beni Culturali o la rete contro l’eolico e, in men che non si dica, avrebbe avuto sul suo tavolo già tutto bello e pronto. Sig. ministro, noi avevamo bisogno di un intervento di autorità che ristabilisse quanto già contemplato dalla Costituzione e dal Codice del Paesaggio, non una sentenza di assoluzione di chi il paesaggio lo vuole sfregiare aiutandosi con sentenze non rispondenti alle leggi. Ma lei, sig. ministro, è andato ben oltre. Infatti, in modo ardito, anticipa che un eventuale provvedimento del parlamento, potrebbe essere configurato come anticostituzionale. Mi perdoni sig. ministro, ma lei da quale parte sta? Invece di perorare con forza tale possibilità, ipotizza e indirizza già eventuali possibili ricorsi, aggiungendo anche un suo sentire? O una sua certezza? E poi perché cedere preventivamente a tale possibile sviluppo della questione? Lei è al corrente del fatto che provvedimenti governativi del defunto governo Berlusconi, salvarono la Valtellina da tali scempi? E perché non ripetersi? Erano illegittimi tali atti? Se sì, bisogna annullarli, se no, salviamo Altilia e Pietrabbondante senza indugi.

E magari, visto che ci siamo, perché, unitamente a noi che lo stiamo già facendo, non si fa promotore di una iniziativa tesa ad un intervento del Presidente della Repubblica sull’operato del Consiglio di Stato? Erano lineari e rispettose delle leggi e delle aspettative della popolazione molisana le sentenze del massimo organo amministrativo? Vediamo intanto questo, poi tutto il resto sono chiacchiere. E comunque, a prescindere da quanto ancora sarà capace di produrre il ministro Ornaghi, una possibilità concreta esiste ed è percorribilissima. Visto che siamo in attesa di sapere se viene accolta la richiesta di rinvio a giudizio del soprintendente Pagano, per intenderci colui che con le sue autorizzazioni permise di fatto la messa in atto di questo immane, prossimo e vergognoso scempio, la regione, anche per cautelarsi, potrebbe sospendere l’autorizzazione in attesa del rinvio a giudizio e del giudizio medesimo. Nel caso in cui il soprintendente Pagano venisse condannato, l’autorizzazione sarebbe da ritenersi nulla e la regione assolta da ogni possibile colpa. Se invece, il soprintendente dovesse risultare sollevato da colpe (motivazione molto remota), allora la regione potrà scongelare l’autorizzazione a suo tempo rilasciata. Ma non finirebbe perché, allora e solo allora, il parlamento potrà, senza indugi, fare la sua parte. Se riconoscerà validi i punti costituenti sull’imprescindibile valore e rispetto del paesaggio!!!

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