Tiriolo: pale eoliche, sotto attacco area archeologica e paesaggistica

iù che giustificato appare il grido d’allarme lanciato da associazioni ambientaliste e semplici cittadini di fronte al nuovo assalto all’area dell’istmo compreso tra i due golfi di Lamezia e Squillace.Questa volta ad intervenire è stato il dottor Antonio Montuoro, presidente dell’Associazione “Teura” di Tiriolo.“Anche il nostro territorio – commenta Montuoro – così ricco di storia e cultura, già violentato da decine di pale eoliche, rischia danni gravi ad un paesaggio di incommensurabile bellezza. Dopo gli anni perduti nella vana rincorsa di una industrializzazione che non era nelle corde dei calabresi, l’appetito di nuovi investitori si è indirizzato sul bussines delle energie rinnovabili, trovando, evidentemente, sponde compiacenti in settori del mondo politico regionale. Di fronte ai “numeri” dell’affare, ben poca cosa rappresentano, agli occhi di “lorsignori”, la tutela del patrimonio storico-archeologico ed ambientale ed il fatto che, come evidenziano i dati forniti da Terna spa, la Calabria ha prodotto il 66,3% in più dell’energia di cui aveva bisogno, assicurando al Paese un consistente contributo in termini di energia da fonti rinnovabili. Non contenti di quanto già fatto, la Regione Calabria nel novembre scorso ha dato il via libera all’indizione della conferenza dei servizi che potrebbe portare all’autorizzazione di un nuovo impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica. Ad essere sotto attacco questa volta è l’area a nord dell’Istmo, quella dei Monti Reventino-Tiriolo-Mancuso”.

via Catanzaro Informa.

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