Le pale affogano nelle carte: controlli impossibili

Un articolo di Vitantonio Iacoviello, apparso su quotidiano della Basilicata del 28 marzo 2012, affronta il problema della complessità e difficoltà di valutazione dei progetti eolici:

“il punto 1.2.1.1 dell’appendice A del PIEAR fissa in 1000 mt la distanza di rispetto da siti archeologici,storico-monumentali ed architettonici.Il progetto,come evidenziato nel medesimo Provvedimento impugnato-che richiama sul punto a sproposito una normativa non più in vigore(!)-rispetta esattamente tale distanza “ ed ancora “il Progetto rispetta tale prescrizione come confermato dalla stessa Soprintendenza”.
Abbia il lettore la pazienza di continuare a seguirci: la materia che trattiamo ormai con una certa frequenza può apparire, comprensibilmente, troppo ostica per chi non abbia la voglia , il tempo o l’interesse di approfondire e di seguirne gli sviluppi.
Questa volta non ci addentreremo in leggi e normative , questa volta vogliamo semplicemente tentare di suscitare lo sdegno del TAR di Basilicata, di tutta la popolazione lucana e delle nostre istituzioni regionali , presidenza della giunta in testa,nei confronti di una azienda eolica che spudoratamente tenta di trattarci da imbecilli.
Focalizzi il lettore la propria attenzione su una piccola parte delle due affermazioni virgolettate,su “ il progetto rispetta esattamente tale distanza “ e su “il Progetto rispetta tale prescrizione”.


Tali affermazioni sono tratte dalla memoria che accompagna un ricorso della società Novawind avverso il parere sfavorevole emesso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata su un progetto eolico presentato dalla stessa società.
In pratica la Novawind al TAR dichiara che le turbine sono posizionate oltre il limite dei mille metri (così come previsto dalla normativa vigente),mentre dal progetto della medesima società evinciamo che così non è :cosa dedurre?
Va subito detto che le strutture regionali e statali operanti sul territorio , pur validissime professionalmente , sono assolutamente inadeguate come consistenza e mezzi finanziari a disposizione rispetto al gravoso compito di esaminare scrupolosamente i trecento progetti presentati e non sono nelle condizioni di “verificare”, anche e soprattutto con sopralluoghi specifici,tutte le affermazioni contenute nei progetti .
Ancora , se fosse vero che le Soprintendenze hanno a disposizione non tutto il progetto ma solo alcune cartografie, si spiegherebbe anche la non accuratezza di istruttoria che la società, sempre nel ricorso ,addebita alla Soprintendenza.
Fatto sta che di questo passo, fra qualche anno scopriremo “ a posteriori”,per non avere “ex ante” attentamente vigilato e vagliato le proposte progettuali ,di avere sbagliato tutto e di avere consentito una vera e propria invasione del nostro territorio.
i territori di Basilicata sono il nostro patrimonio da difendere, sono le nostre donne, mogli ,sorelle , madri , fidanzate,amanti :amministratori lucani , vi portereste in casa sconosciuti , persone sulle quali non avete assunto un minimo di informazioni , sulle quali non avete indagato, le cui affermazioni non avete ben verificato?
Certo che no: ebbene , cosa pensare della società Novawind ( id.59 dell’elenco regionale) che nel proprio progetto originale( pagg. 25 e 26 della SNT) ci informa candidamente che ben 15 delle sue 28 pale alte quasi come grattacieli di 50 piani sono non a norma , in quanto previste a distanze inferiori ai famosi mille metri prescritti dal PIEAR e poi , all’interno di memorie presentate al TAR di Basilicata, afferma il contrario?
E che dire del fatto che ,invece di collaborare lealmente con le istituzioni chiarendo l’equivoco ,questa società approfitta di una svista della Soprintendenza per invocarla a testimonianza del rispetto dei mille metri, e per ben due volte ( beh…non è certo San Pietro che arrivò a tre)smentisce sé stessa? A meno che , con integrazioni progettuali a noi non note,non abbia mutato la disposizione delle turbine…
Non è arrivato il momento che il Consiglio regionale di Basilicata prenda atto di quello che sta succedendo e che , invece di ipotizzare agevolazione alle imprese consentendo loro “varianti non sostanziali” ai progetti presentati ( violando col che l’art.9 del disciplinare che già fermamente regola la materia ), si doti di strutture e regole ferree , con severe sanzioni , che facciano passare una volta per tutte a chiunque la tentazione di credere che in Basilicata tutto si può?
E non è arrivato il momento di correggere la norma della residenza anagrafica di cui all’art. 3 del disciplinare, norma sicuramente incredibilmente vessatoria nei confronti dei cittadini di Basilicata , che appare agli occhi di tutte le persone ragionevoli solo come incomprensibile favore agli eolici?
Anche alla luce di quanto segnalato ,non è forse giunta l’ora di verificare se i pareri fin qui rilasciati a qualsiasi titolo da comuni e dipartimenti regionali siano stati rilasciati sulla scorta di una effettiva conoscenza dei siti , dopo opportuni sopralluoghi ed a seguito di verifiche stringenti sulle dichiarazioni dei progettisti?
Non potrebbe il Consiglio regionale decidere di coinvolgere,per controlli preventivi al rilascio di pareri,il personale delle ex Comunità montane, a rischio disoccupazione?
vitantonioiacoviello@tiscali.it

Questa voce è stata pubblicata in Valutazione Impatto Ambientale e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.